Amava la riservatezza e con la stessa discrezione ha attraversato tutta la sua esistenza. Nel silenzio se n’è andato, all’età di 81 anni, il professor Placido Sergi, docente di Italiano e Storia al liceo “De Santis” di Paternò, dove ha insegnato per gran parte della sua carriera. Uomo di grande statura e di straordinaria sensibilità, era profondamente legato alle tradizioni popolari della sua città, alle quali ha dedicato anni di studio e di ricerca.
A darne notizia è Francesca Busacca, presidente dell’Associazione Culturale Cantastorie Busacca, oggi erede dell’antica tradizione dei cantastorie paternesi, con la quale il professore aveva instaurato, negli ultimi anni, un sincero e discreto rapporto di amicizia.
Quello dei cantastorie è un mondo ormai quasi scomparso, ma che meriterebbe di essere custodito e tramandato con rispetto, perché rappresenta una parte preziosa della memoria collettiva. Erano artisti erranti che, con la chitarra a tracolla e un immenso patrimonio di racconti, portavano nelle piazze fatti di cronaca, vicende storiche e storie popolari, trasformandole in patrimonio condiviso della comunità.
Fu proprio il giovane Placido Sergi, negli anni Settanta, a raccogliere e documentare questo straordinario patrimonio. Intervistò uno a uno i cantastorie di Paternò e arricchì il suo lavoro con approfondite ricerche storiche che affondavano le radici fino all’epoca della colonizzazione greca della Sicilia. La sua tesi di laurea divenne così il primo studio organico dedicato ai cantastorie paternesi, un’opera ancora oggi considerata un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia approfondire questa antica tradizione.
“Avevo sempre sentito parlare di lui durante le lunghe conversazioni con Nino Tomasello – racconta Francesca Busacca –. Mi parlava spesso di quel professore che aveva dedicato la sua tesi di laurea ai cantastorie di Paternò, realizzando il primo importante studio sull’argomento.”
L’incontro tra i due avvenne nel marzo del 2024 e segnò l’inizio di un rapporto destinato a diventare sempre più intenso. La notizia della sua scomparsa ha colto Francesca Busacca con profondo dolore. Aveva intenzione di andare a trovarlo ancora una volta quando ha appreso, con grande amarezza, che il professor Sergi si era spento lo scorso 29 marzo.
Ripensando a quel primo incontro, racconta: “Ricevetti una telefonata. Era proprio lui, il professor Placido Sergi. Mi disse che desiderava incontrarmi. Rimasi sorpresa. L’indomani ci vedemmo in un bar di Corso Italia, vicino alla sua abitazione. Mi raccontò della sua vita, del dolore per la perdita della moglie e soprattutto del materiale che aveva raccolto in oltre cinquant’anni di ricerche sui cantastorie. Non sapeva a chi affidarlo e temeva che, dopo la sua morte, tutto quel patrimonio potesse andare perduto.
Con gli occhi lucidi mi consegnò un grande faldone contenente manoscritti, dattiloscritti, libretti, fotografie e documenti frutto di una vita di studi. Mi disse: “Sono vecchio, sento che il tempo stringe. Ho paura che questo materiale venga dimenticato. Lo affido a lei, sperando che possa farne buon uso”. Quando me lo mise tra le mani, le sue mani tremavano. Era come se si stesse separando da una delle cose più preziose della sua vita.”
Da quel giorno nacque un rapporto fondato sulla stima reciproca e quando potevo andavo a trovarlo. Quando il professore fu ricoverato in una struttura per anziani, Francesca Busacca andò a trovarlo, portandogli libri, fotografie e documentazione sulle attività che, negli anni, l’Associazione Cantastorie Busacca aveva promosso a Paternò e in numerose altre città italiane.
“Ogni volta osservava quelle immagini con entusiasmo. Mi chiedeva: “È tutto vero quello che mi stai mostrando? Quello che leggo sul sito dell’Associazione Busacca e sul giornale locale corrisponde davvero alla realtà? Allora non ho conservato tutto quel materiale inutilmente… Allora per i cantastorie c’è ancora speranza?”.
L’ultima visita è rimasta impressa nella memoria di Francesca.
“Si alzò lentamente dalla sedia e rimase a lungo a guardare fuori dalla finestra. Mi confidò che il suo più grande desiderio era quello di poter tornare nella sua Paternò, dalla quale ormai viveva lontano da qualche anno. Gli mancavano la sua casa, i suoi affetti e, soprattutto, il suo paese.”
Con la scomparsa del professor Placido Sergi, Paternò perde un insegnante stimato, uno studioso rigoroso e un uomo che, con umiltà e passione, ha dedicato una parte importante della propria vita a salvare dall’oblio una delle più autentiche espressioni della cultura popolare siciliana. Grazie al suo instancabile lavoro di ricerca, la memoria dei cantastorie di Paternò continuerà a vivere e a parlare alle future generazioni, custodendo una storia che rischiava di essere dimenticata.