Grande partecipazione di pubblico e un confronto serrato a Piazza Cisterna per la terza serata di Etnaforum. Partiamo dalla fine, l’ intervista “fuori panel’ esclusiva al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci.
Intervistato da Maurizio Scaglione, direttore di IlSicilia.it, Musumeci ha scosso il quadro politico siciliano annunciando l’addio definitivo alla politica regionale: “Quando leggo che sarò il candidato per il centrodestra, dico che non metterò mai più piede a Palazzo d’Orléans”. Ha definito la sua passata presidenza l’esperienza più bella della sua vita, vissuta tenendo “i malfattori fuori”, ma ha chiarito di voler fare solo il nonno senza l’ansia degli attacchi politici. Ha blindato l’attuale presidente Renato Schifani, promettendo di votarlo in caso di ricandidatura, ma ha lanciato una frecciata polemica a Lega e Forza Italia ricordando che nel 2022 la regola dell’uscente fu cancellata “sulla sua pelle”.
Il Ministro ha lungamente parlato dei temi cari alle sue competenze ministeriali, sottolineando che “questo governo ha finalmente rimesso il mare al centro della propria agenda politica”. Ha fornito dati macroeconomici per evidenziare il peso del comparto nazionale: 250 mila imprese attive, oltre 1 milione di occupati e un valore aggiunto generato che tocca i 180 miliardi di euro. Musumeci ha fatto notare che le regioni del Mezzogiorno sono quelle che registrano i tassi di crescita più alti legati alla risorsa mare, definendola “la carta vincente del mazzo che il Sud non ha mai giocato appieno”. Ha tuttavia denunciato una “carenza paurosa di personale specializzato” nelle otto filiere marittime, esortando i giovani a iscriversi agli istituti nautici e tecnici, e ha promesso un forte impegno del governo per la sburocratizzazione del settore.
Sui flussi migratori ha ribadito la linea strategica dell’esecutivo Meloni, sostenendo che l’unica via per gestire tali flussi risiede in una stretta cooperazione strategica con i Paesi d’origine e di transito delle sponde africane, e in una redistribuzione delle responsabilità a livello comunitario europeo, affinché la Sicilia e le altre regioni del Mezzogiorno non debbano sostenere da sole l’intero carico logistico e umanitario derivante dalle frontiere marittime.
A margine, sul caso Rai-Report, ha difeso l’autonomia aziendale di Viale Mazzini auspicando però la fine di quella che reputa una “campagna di accanimento verso la destra”.
Il panel di ieri, invece, moderato dal Direttore de “La Sicilia”, Antonello Piraneo, aveva questo focus: “La politica siciliana: tra progetti, realizzazioni e polemiche”.
Un confronto aperto e intenso che ha visto protagonisti:
🔸 Barbara Floridia (Senatrice M5S)
🔸 Valeria Sudano (Deputata Lega)
🔸 Luca Sbardella (Deputato FdI)
🔸 Anthony Barbagallo (Deputato e Segretario PD Sicilia)
🔸 Cateno De Luca (Deputato ARS e Leader Sud chiama Nord).
Barbara Floridia – Senatrice della Repubblica (Movimento 5 Stelle) e Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza RAI:
Ha espresso una netta opposizione alle priorità infrastrutturali del governo di centrodestra. Ha definito i miliardi stanziati per il Ponte sullo Stretto una “cattedrale nel deserto”, evidenziando come la Sicilia soffra invece di drammatiche carenze strutturali quotidiane, a partire dalla crisi idrica fino allo stato della rete stradale e ferroviaria interna. Ha chiesto di legare lo sviluppo dell’Etna alla transizione ecologica e alla tutela ambientale, denunciando il depauperamento della sanità pubblica a favore dei privati e i tagli ai servizi nei comuni montani”.
Valeria Sudano – Deputata alla Camera della Repubblica (Lega Salvini Premier)
Ha difeso con forza l’operato del governo nazionale e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, rivendicando il Ponte sullo Stretto e i massicci investimenti ferroviari e stradali come il vero volano per il riscatto economico e occupazionale dell’isola. Ha risposto alle critiche delle opposizioni rivendicando l’impegno del centrodestra nel risanamento della sanità siciliana e ha invocato misure di semplificazione burocratica e sblocco di fondi per favorire lo sviluppo turistico e la sicurezza dei comuni della cintura etnea.
Luca Sbardella – Deputato alla Camera della Repubblica (Fratelli d’Italia).
Ha rimarcato la centralità dell’azione del governo Meloni nel Mezzogiorno, sottolineando la sinergia strategica tra Roma e Palermo per superare il gap infrastrutturale storico della Sicilia. Ha sostenuto la necessità di una programmazione turistica coordinata che sappia valorizzare il brand Etna a livello internazionale, superando i vecchi steccati burocratici locali.
Anthony Barbagallo – Deputato alla Camera della Repubblica e Segretario Regionale del Partito Democratico in Sicilia.
Ha attaccato duramente la gestione della mobilità e dei trasporti nell’isola, criticando i vertici della SAC (società di gestione dell’aeroporto di Catania) per i continui disservizi. Ha denunciato la grave crisi della sanità locale, portando come esempio emblematico la chiusura del punto nascita di Bronte, definita come l’ennesima prova di una malagestione che penalizza e isola le aree interne e i territori montani. Sull’Etna, ha chiesto di superare le storiche polemiche di gestione per puntare a una fruizione coordinata, sicura e destagionalizzata del vulcano.
Cateno De Luca – Deputato all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) e Leader di Sud chiama Nord.
Con il suo consueto stile incisivo, ha sferzato sia la maggioranza di centrodestra che le altre opposizioni. Ha accusato l’attuale governo regionale di totale immobilismo amministrativo sulla gestione delle risorse idriche, dei rifiuti e delle infrastrutture, proponendo un modello di autonomia differenziata “al contrario” che metta al centro le reali competenze dei sindaci e le risorse dei territori per valorizzare aree come il Parco dell’Etna.
Il dibattito si è infiammato in particolare sul tema delle prossime Elezioni Regionali in Sicilia, confermando i seguenti posizionamenti:
Luca Sbardella (Fratelli d’Italia): ha dichiarato che “la ricandidatura dell’uscente è una buona prassi, non un dogma”, e ha aggiunto che il pallino sta a Forza Italia: se i berlusconiani decideranno di confermarlo il partito è pronto, se vorranno sostituirlo FdI aprirà il confronto.
Cateno De Luca (Sud chiama Nord): Ha risposto duramente a distanza alle dichiarazioni di Schifani e del centrodestra. Ha definito Schifani “nervoso” e ha attaccato frontalmente i dati della sua amministrazione, ricordando che “tutte le città della Sicilia sono in fondo alle classifiche di vivibilità” rispetto alle altre regioni europee che godono degli stessi fondi.
Anthony Barbagallo (PD) e Barbara Floridia (M5S): Hanno ribadito l’asse d’opposizione allineandosi alle critiche sulla qualità della vita, sulla gestione della sanità locale (focalizzandosi sui presidi territoriali come Bronte) e sulla carenza di infrastrutture interne, in contrapposizione ai miliardi promessi per il Ponte.
Il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS), Gaetano Galvagno, ha introdotto i lavori della terza giornata di Etna Forum 2026 a Ragalna. A margine dell’evento, ha rilasciato importanti dichiarazioni relative all’imminente ripresa dei lavori parlamentari a Sala d’Ercole, alla prossima manovra finanziaria e alla gestione dei fondi di emergenza regionali.I punti principali del suo intervento e delle dichiarazioni all’agenzia Italpress:Ristori urgenti contro il maltempo: Galvagno ha annunciato che la nuova manovra finanziaria è già stata depositata e verrà presto assegnata alle Commissioni competenti per poi approdare in Aula a settembre. Ha specificato che questa manovra consentirà di “dare ristoro a tutti coloro che aspettano gli incentivi da parte del Governo regionale per il ciclone”, rispondendo tempestivamente alle emergenze causate dalle recenti ondate di maltempo sul territorio. Obiettivo Legge di Stabilità entro l’anno: Ha ribadito che il traguardo principale per l’ultimo anno di questa legislatura rimane la virtuosità dei tempi istituzionali: “L’obiettivo è il buon andamento di quello che è ormai diventato consuetudine, cioè approvare la legge di stabilità entro il 31 dicembre”, evitando così l’esercizio provvisorio.Sostegno ai Comuni e ai servizi essenziali: Il Presidente dell’ARS ha chiarito che le risorse economiche regionali devono concentrarsi sui servizi basilari che mancano ai siciliani, menzionando esplicitamente la tutela e il rafforzamento dei finanziamenti per il trasporto pubblico locale (TPL) e per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM) a supporto degli studenti con disabilità. Riforma del voto segreto: Galvagno è tornato sul tema della riduzione del voto segreto all’ARS, esprimendo rammarico per la mancata approvazione delle modifiche regolamentari che avrebbero dovuto rendere più trasparente l’attività d’aula a partire dalla prossima legislatura, augurandosi tuttavia che il tema possa essere ripreso in futuro.