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(S)venduto l’ex Albergo Sicilia a Paternò, assegnato per meno di 500 mila euro

A comprare la struttura, ceduta tramite bando pubblico dalla Città Metropolitana, è la ditta “Rei Oil srl” di Paternò

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L’ex Albergo Sicilia potrà essere recuperato, con l’augurio che possa tornare a diventare riferimento turistico ricettivo per la città di Paternò. La Città Metropolitana di Catania, presieduta da Salvo Pogliese, dopo i vani tentativi degli anni scorsi, è riuscita a vendere, in questo caso sarebbe più giusto dire a svendere, con procedura di evidenza pubblica, la struttura di proprietà dell’ex Provincia regionale di Catania.

Un costo nettamente inferiore rispetto alle richieste degli anni passati, determinato anche da un netto svalutazione dell’immobile, visto le attuali condizioni, con la richiesta passata dagli oltre 1,5 milioni di euro degli anni scorsi a meno di 500 mila euro attuali; per essere precisi l’ex albergo Sicilia è stato venduto per 466 mila euro. Ad aggiudicarsi la struttura è la ditta Rei Oil srl, di Paternò, l’unica società ad aver partecipato al bando presentando un’offerta.

«Un fatto di straordinaria rilevanza per la città di Paternò e per il comprensorio etneo – ha commentato il sindaco metropolitano Salvo Pogliese – perché torna alla sua funzione originaria un bene immobile che nei decenni scorsi è stato simbolo e riferimento per una vasta area etnea. Ringrazio per la collaborazione l’Amministrazione comunale paternese, perché finalmente possiamo chiudere una pagina negativa e aprirne una completamente nuova per lo sviluppo e la crescita del territorio etneo. Una buona pratica che aiuta anche la Città Metropolitana a rimettersi in cammino, nel percorso che stiamo conducendo di attingere a nuovi introiti che garantiscano un futuro, a un Ente ingiustamente penalizzato.»

Anche il sindaco di Paternò, Nino Naso, ha espresso il suo apprezzamento evidenziando: «L’ex Albergo Sicilia di Paternò sarà finalmente riconsegnato alla città. Apprendo in questo momento della cessione di questa nostra importante struttura da parte della Città metropolitana di Catania, proprietaria di un immobile negli anni vandalizzato e che adesso sarà rivalutato. Le sinergie tra istituzioni premiano, e premia anche l’impegno nostro e di tutti gli attori principali. Ringrazio di cuore il sindaco della Città metropolitana di Catania, Salvo Pogliese,  per l’attenzione che ha rivolto alla città di Paternò».

Cronaca

Catania, carabinieri trovano un arsenale in uso al gruppo mafioso dei “Nizza”

I militari dell’Arma, in due mesi di attività all’interno del rione San Cristoforo, hanno rinvenuto esplosivi e armi da fuoco, comuni e da guerra

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Scoperto e sequestrato dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania un arsenale ritenuto in uso al gruppo “Nizza” della ‘famiglia’ Santapaola-Ercolano. Si tratta di esplosivi e armi da fuoco, comuni e da guerra. Arsenale rinvenuto nel corso di diverse perquisizioni operate, in circa due mesi, in diversi edifici e strutture collocati nel quartiere San Cristoforo.

In particolare nella zona più isolata di un’area adibita a parcheggio di un centro commerciale, i militari hanno notato la presenza di alcuni sacchi contenenti rifiuti non organici sovrapposti con l’obiettivo di occultare un beauty case al cui interno i carabinieri hanno trovato una pistola Benelli Army cal. 9 sprovvista di matricola, nonché circa 300 cartucce di vario calibro. All’interno di un’abitazione di via Bianchi, apparentemente in stato d’abbandono, i militari hanno rinvenuto due borsoni contenenti una pistola Benelli Army cal. 9 sprovvista di matricola, 2 fucili mitragliatori (specificamente un AK 47 Kalasnikov cal. 7,62 ed un “MP brasilien” cal. 9 munito di silenziatore), un fucile lanciagranate con 6 proietti e 757 cartucce di vario calibro, oltre ad un passamontagna con un giubbotto antiproiettile e 9 ordigni esplosivi. Vista la loro pericolosità in via Bianchi sono intervenuti militari della squadra artificieri del comando provinciale.

Nel prosieguo dell’attività, nelle vicinanze di un edificio scolastico ubicato sempre a San Cristoforo, è stato rinvenuto un altro borsone anche questo contenente un ulteriore mitra AK 47 Kalashnikov, un fucile a pompa, una pistola a tamburo cal. 38 con matricola abrasa, 68 cartucce di vario calibro ed un puntatore laser e, anche in questo caso, 3 ordigni esplosivi di tipo artigianale. In sostanza nell’ultimo bimestre i carabinieri del reparto operativo di Catania hanno trovato e sequestrato armi, ordigni artigianali e munizionamento vario, riconducibili al gruppo mafioso dei “Nizza”: ossia  9 armi , tra pistole, fucili mitragliatori e un fucile lanciagranate, efficienti e in ottimo stato di conservazione; 12 ordigni artigianali improvvisati (tra flash bang e cd. “pipe bomb”), contenenti esplosivo/bulloni e atti ad offendere; 837 tra proiettili e cartucce vari calibri e marchi. Le armi sono state inviate al R.I.S. di Messina per lo svolgimento degli accertamenti tecnici tesi a verificarne l’eventuale utilizzo in episodi criminosi.  

Nell’ambito della stessa operazione di controllo del quartiere San Cristoforo  i militari dell’Arma hanno anche arrestato un uomo di 36 anni, ritenuto dalla Procura un soggetto vicino al gruppo mafioso “Nizza”, ricercato dal dicembre 2021, poiché colpito da un ordine di carcerazione; in manette anche una una persona di 43 anni trovata in possesso di 400 grammi di cocaina in pietra . Il ricercato, che deve scontare la pena di 11 mesi e 4 giorni di reclusione, è stato localizzato e bloccato all’interno di un’abitazione sita in via Cave di Villarà, dove aveva trovato rifugio. La perquisizione dell’uomo ha consentito di rinvenire e sequestrare una pistola Beretta cal. 7,65 con matricola abrasa avente 12 cartucce nel serbatoio, circa 230 grammi di marijuana e la somma di circa 11 mila euro.  Per quanto riguarda l’arresto dell’uomo di 43e anni, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio è stato bloccato nei pressi della propria abitazione di via Campisano, è stato trovato in possesso di quasi 400 grammi di cocaina e di 2.800 euro.

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