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agricoltura

Mascalucia, accordo Mercosur, un incontro organizzato dal Gal Etna sud con il supporto di Confagricoltura Catania

Accordo tra l’Unione Europea e quattro Paesi dell’America del sud: Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay

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“Il sistema agroalimentare tra Europa e Mercosur: qualità, ambiente e concorrenza globale”. Su questa delicata tematica si è tenuto oggi, all’auditorium comunale di Mascalucia, un confronto, organizzato dal Gal Etna sud, in collaborazione con Confagricoltura Catania.

L’accordo Mercosur, per il libero scambio di merci tra l’Unione Europea e quattro Paesi dell’America del sud: Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, nei mesi scorsi ha suscitato vive reazioni e vibranti proteste, di parte del mondo agricolo di diversi Paesi Europei, compresa l’Italia. Le incertezze legate ad un rischio per l’economia dei territori, ma anche altre, possibili, insidie (i prodotti provenienti dai Paesi del Mercosur non dovranno rispettare i rigidi protocolli di produzione validi in Europa), hanno suscitato più di qualche preoccupazione. Il dibattito di oggi ha tentato di dare una risposta a molti interrogativi. L’incontro si è aperto con il saluto del presidente e del direttore del Gal Etna sud, Enzo Magra e Nino Paternò.

Ad entrare nel vivo della questione, Cristina Tinelli, direttore relazioni UE e internazionali di Confagricoltura Bruxelles che ha parlato de: “La nuova proposta omnibus su food and feed della Commissione Europea” e  Silvana Buján, giornalista e membro della Rete Argentina di Giornalismo Scientifico che ha approfondito il tema su: “Agricoltura, pesticidi e ambiente: un grave problema taciuto in America Latina”.

Successivamente si è aperto un dibattito, coordinato dal direttore di Confagricoltura Catania, Fabio Caruso, con la partecipazione del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Luigi D’Eramo e del deputato europeo, Raffaele Stancanelli, della Commissione agricoltura e sviluppo rurale dell’Unione Europea.

«L’eliminazione dei dazi e l’apertura del libero scambio tra i Paesi del Mercosur e l’Europa, se guardiamo all’agroalimentare, preoccupa la quasi totalità degli operatori europei – evidenzia il direttore di Confagricoltura Catania, Fabio Caruso -.  Per un accordo equo tra le parti abbiamo chiesto l’uguaglianza di trattamento per tutti gli operatori coinvolti nell’import-export. Oggi invece l’Europa chiede standard altissimi ai suoi produttori, mentre permette l’ingresso di prodotti di importazione, anche di qualità inferiore rispetto ai nostri, che soggiacciono nei Paesi di provenienza a regole diverse, rispetto ad esempio all’uso di fitofarmaci.»

A chiudere i lavori il consigliere di Confagricoltura Catania, Salvatore Marino.

 

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