Si è tenuto questo pomeriggio a Santa Maria di Licodia un consiglio comunale aperto alla cittadinanza, incentrato sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica nel territorio, a seguito dei recenti episodi di incendio doloso che hanno colpito il comune. All’assise hanno preso parte, oltre ai consiglieri, anche l’ispettore Antonio Amato e il sovrintendente capo Dario Nicosia del Commissariato di Adrano, il luogotenente Giancarlo Greco – comandante della locale stazione dei Carabinieri – nonché rappresentanti della Polizia municipale licodiese. La convocazione del consiglio, ricordiamo, era stata promossa dai sei consiglieri di opposizione con l’obiettivo preciso di esprimere vicinanza alla comunità colpita e per dimostrare che «la classe politica, nella sua interezza, condanna con fermezza gli atti intimidatori registrati negli ultimi mesi in paese» ha commentato in aula il consigliere Enrico Caruso. Una linea comune e compatta, quella assunta in aula, che ha fatto emergere l’intento della politica locale di presentarsi come un’unica voce, trasversale agli schieramenti, capace di sostenere il sindaco anche nei tavoli sovracomunali chiamati ad affrontare l’emergenza.
Parole dure e senza mezzi termini quelli del primo cittadino, che ha definito quanto accaduto come «un atto terroristico», sottolineando che alcune delle vittime sono rimaste intrappolate e hanno subìto danni ingenti. «Non ci sono colori, non c’è destra o sinistra, maggioranza o opposizione — ha affermato il sindaco —. Quando si tratta di sicurezza dobbiamo essere uniti». Un forte ringraziamento, quello che il sindaco ha rivolto alle forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo sul territorio, auspicando che i responsabili di questi atti criminosi vengano presto consegnati alla giustizia. Nella giornata di domani, nel frattempo, lo stesso primo cittadino licodiese – che si è detto pronto a rappresentare l’intera comunità, cittadini e consiglieri – prenderà parte a partire dalle 9:30, insieme ai rappresentanti delle varie forze dell’ordine, al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Catania. È da qui che potrebbero nascere le vere risposte concrete mirate al rafforzamento della sicurezza a Santa Maria di Licodia. «Le istituzioni ci sono, sono forti — ha concluso poi il sindaco —. Nessuno può permettersi di turbare la tranquillità di una cittadinanza».
Sul fronte della videosorveglianza giungono intanto notizie incoraggianti da parte dello stesso primo cittadino. È in fase di finanziamento un progetto dell’Unione dei Comuni che prevede l’installazione di telecamere con lettore di targa nei punti di accesso al paese. Parallelamente, altre 8 telecamere già esistenti sono state ripristinate con fondi comunali, mentre ulteriori 8 potrebbero tornare operative attraverso un prelievo dal fondo di riserva.
A ribadire l’importanza dell’unità istituzionale, è stata il vice sindaco Mirella Rizzo evidenziando come, dopo il primo incontro del comitato per la sicurezza, i controlli sul territorio siano aumentati in modo tangibile. Ha quindi lanciato un appello diretto ai cittadini di Santa Maria di Licodia: «chi sa, chi conosce, chi assiste a comportamenti illeciti ha il dovere civico di denunciare. Le paure devono diventare collaborazione con le forze dell’ordine — ha dichiarato —, che non possono intervenire se non si ha il coraggio di denunciare» Un invito a trasformare il timore in fiducia verso le istituzioni, affinché nessun torto venga tollerato in silenzio.
Oltre alle parole di condanna, il consiglio ha dato spazio anche a proposte operative. La presidente del Consiglio Maria Russo ne ha illustrate due, a partire dall’adesione al progetto “Mille occhi sulla città” — protocollo del Ministero dell’Interno che mette in rete forze di polizia, prefetture e vigilanza privata, trasformando le guardie giurate in “osservatori” attivi sul territorio — per finire con l’aumento dell’organico della Polizia Municipale. Il consigliere di opposizione Gabriele Gurgone ha invece proposto di destinare, nel prossimo bilancio, un apposito fondo a sostegno delle vittime per le spese di ricostruzione.