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Paternò, l’83° anniversario dei bombardamenti: l’omaggio a Padre Ravazzini e il monito per la pace

Alla Villa Moncada la commemorazione delle vittime del 1943. Il commissario Mallemi: «Passiamo il testimone della memoria ai giovani».

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Ci sono date che il tempo non può sbiadire, ferite impresse a fuoco nell’identità di una comunità. Per Paternò, quel giorno è il 14 luglio. A ottantatré anni di distanza dal tragico luglio del 1943,  Paternò ha il dovere di ricordare le vittime dei devastanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

La cerimonia si è tenuta ai Giardini Moancada, la Villa Comunale. Tra i partecipanti, il commissario straordinario del Comune, la dott.ssa Rosanna Mallemi, il Comandante della Polizia Municipale Giovanni Rizzo, i militari dell’Arma, i rappresentanti delle associazioni d’arma (, Finanzieri e Marina Militare), affiancati dai volontari del territorio.

Il tributo a Padre Ravazzini: un faro di umanità. Il momento più toccante della giornata è stato l’omaggio floreale e la benedizione, da parte di padre Alongi (padre Giorgio) della stele commemorativa dedicata a Padre Vincenzo Ravazzini.

In un’epoca dominata dalla violenza, Padre Ravazzini fu un esempio luminoso di coraggio: perse la vita sotto le bombe mentre assisteva i feriti all’interno di un ospedale da campo che lui stesso aveva strenuamente voluto e organizzato. Un simbolo di altruismo e sacrificio che oggi continua (o dovrebbe continuare ) a ispirare la comunità di Paternò.

Con il passare degli anni, i testimoni diretti di quella tragedia sono purtroppo sempre meno. Proprio per questo, il dovere della memoria diventa un testimone fondamentale da passare alle nuove generazioni.

L’appello alle scuole: educare alla pace. A farsi portavoce di questo passaggio di consegne è stata la dott.ssa Rosanna Mallemi, che ha voluto lanciare un messaggio forte, rivolto soprattutto al futuro: «Anche se non siamo nativi di questa città, sentiamo il dovere profondo di chiedere ai paternesi di non dimenticare l’immane tragedia del ’43. Questo anniversario deve essere un monito costante per onorare una comunità che ha pagato un tributo di sangue altissimo. Dobbiamo insegnare ai più giovani il valore quotidiano della pace, nei piccoli gesti e nelle relazioni di tutti i giorni. Per farlo, il nostro obiettivo è avviare un percorso sinergico con le scuole per ricostruire, insieme, il tessuto delle relazioni umane».

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