“Emergono gravi lacune documentali, criticità tecniche e rischi per la salute pubblica e per l’ambiente. Si fermi l’iter e si ritirino i progetti o, in subordine, si avvii l’inchiesta pubblica”. Lo affermano le associazioni sullo stato dei lavori per i due inceneritori di Catania e Palermo.
Secondo le associazioni, nel corso delle sedute delle conferenze dei servizi per l’istruttoria del Paur (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), sono emerse gravi lacune documentali e rilevanti criticità procedurali e progettuali. Tali elementi – si sottolinea in una nota – mettono in discussione non solo la possibilità di proseguire ordinatamente l’iter autorizzativo, ma la stessa fattibilità tecnica e gestionale degli inceneritori, con pesanti ricadute sul piano della salute pubblica e della tutela ambientale.
Le associazioni – Legambiente Sicilia, Wwf Sicilia, Zero Waste Sicilia, Lipu Sicilia, Associazione idrotecnica Italiana- Sicilia orientale, Cgil Sicilia, Arci Sicilia, Federconsumatori Sicilia, Italia Nostra Sicilia – chiedono formalmente all’assessorato regionale dell’ambiente di sospendere le conferenze dei servizi sugli inceneritori di Catania e Palermo e di ritirare le proposte progettuali. Qualora la Regione decidesse di proseguire nell’iter, le associazioni chiedono di indire immediatamente un’inchiesta pubblica per garantire un effettivo confronto democratico e un rigoroso approfondimento tecnico.
Per quanto riguarda l’impianto etneo, l’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti ha formalmente richiesto al dipartimento regionale dell’Ambiente di prorogare di altri 15 giorni i termini per la presentazione delle osservazioni da parte del pubblico. La mossa, che segue le integrazioni documentali depositate lo scorso 2 settembre, è stata pensata proprio per garantire una più ampia partecipazione dei cittadini al procedimento.