L’attività del Nucleo Ispettorato del Lavoro NIL dell’Arma dei Carabinieri assume un ruolo strategico nella diffusione della cultura della sicurezza. I controlli, infatti, non hanno soltanto una funzione repressiva nei confronti di chi viola la normativa, ma rappresentano soprattutto uno strumento di prevenzione volto a verificare il rispetto delle regole e a promuovere condizioni di lavoro sicure.
L’osservanza delle prescrizioni previste dalla legislazione antinfortunistica costituisce un elemento essenziale per ridurre il numero degli incidenti nei cantieri, tutelare la vita dei lavoratori e garantire che l’attività imprenditoriale si svolga nel pieno rispetto della legalità.
In tale contesto, nell’ambito di un’attività ispettiva eseguita con il supporto dei militari della territoriale presso 2 cantieri edili di Catania, i Carabinieri hanno accertato diverse violazioni della disciplina antinfortunistica, deferendo in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria i legali rappresentanti di due imprese operanti all’interno delle aree cantierili.
In particolare, in entrambi i cantieri, gli accertamenti hanno consentito di rilevare l’assenza di un’adeguata viabilità interna, requisito indispensabile per organizzare in sicurezza la circolazione di uomini e mezzi ed evitare situazioni di pericolo derivanti dall’interferenza tra lavorazioni e movimentazione dei veicoli. È stata, inoltre, riscontrata la mancata predisposizione di idonee protezioni lungo le aperture prospicienti il vuoto, una delle principali misure di prevenzione previste dalla normativa per scongiurare il rischio di cadute dall’alto, che rappresentano ancora oggi una delle cause più frequenti di infortuni gravi e mortali nel comparto delle costruzioni.
Soltanto per un’azienda, facente capo ad un 50enne residente a Zafferana Etnea, è stata infine contestata anche l’omessa installazione degli ancoraggi del ponteggio al fabbricato, misura fondamentale per garantirne la stabilità durante le lavorazioni ed evitare possibili cedimenti o ribaltamenti. Sia il 50enne che l’altra imprenditrice, una 30enne residente ad Aci Catena, sono stati denunciati a piede libero.